Auguri di Buona Pasqua - 20 aprile 2014

“Egli disse loro: non abbiate paura!
Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso.
È risorto, non è qui”. (Mc 16 5-6)
 

Come non rallegrarsi della vittoria di Colui che così ingiustamente è stato condannato alla passione più terribile e alla morte sulla Croce!

Questa è la verità straordinaria, l’evento più importante della storia: Gesù va oltre il sepolcro perché è la Vita; vince le tenebre della morte perché è la Luce.

Dalla Risurrezione di Gesù attingiamo coraggio, secondo la parola del Signore “confortatevi, io ho vinto il mondo”, perché la Risurrezione è la più grande vittoria contro le forze del male.

La luce della gloria della risurrezione di Cristo sia sorgente di vita nuova per noi tutti e illumini la strada che, attraverso la Croce, porta alla salvezza.

Condividendo con voi, fratelli carissimi, la gioia pasquale, vi auguriamo l’abbondanza dei doni divini e in modo particolare la pace di cui il mondo di oggi ha tanto bisogno.

Il Cristo Risorto diventi per tutti noi la Forza, la Grazia e la Luce. Buona Santa Pasqua!

Uniti nella preghiera davanti alla Madonna “ad Rupes”.

Il Rettore e la Comunità dei Padri Micheliti


Auguri di Buona Pasqua Padre Francesco

VIVERE LA SETTIMANA SANTA

“Ma che cosa può voler dire vivere la Settimana Santa per noi? Che cosa significa seguire Gesù nel suo cammino sul Calvario verso la Croce e la Risurrezione? Nella sua missione terrena, Gesù ha percorso le strade della Terra Santa; ha chiamato dodici persone semplici perché rimanessero con Lui, condividessero il suo cammino e continuassero la sua missione; le ha scelte tra il popolo pieno di fede nelle promesse di Dio. Ha parlato a tutti, senza distinzione, ai grandi e agli umili, al giovane ricco e alla povera vedova, ai potenti e ai deboli; ha portato la misericordia e il perdono di Dio; ha guarito, consolato, compreso; ha dato speranza; ha portato a tutti la presenza di Dio che si interessa di ogni uomo e ogni donna, come fa un buon padre e una buona madre verso ciascuno dei suoi figli. Dio non ha aspettato che andassimo da Lui, ma è Lui che si è mosso verso di noi, senza calcoli, senza misure. Dio è così: Lui fa sempre il primo passo, Lui si muove verso di noi. Gesù ha vissuto le realtà quotidiane della gente più comune: si è commosso davanti alla folla che sembrava un gregge senza pastore; ha pianto davanti alla sofferenza di Marta e Maria per la morte del fratello Lazzaro; ha chiamato un pubblicano come suo discepolo; ha subito anche il tradimento di un amico. In Lui Dio ci ha dato la certezza che è con noi, in mezzo a noi. «Le volpi – ha detto Lui, Gesù – le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20). Gesù non ha casa perché la sua casa è la gente, siamo noi, la sua missione è aprire a tutti le porte di Dio, essere la presenza di amore di Dio.

Nella Settimana Santa noi viviamo il vertice di questo cammino, di questo disegno di amore che percorre tutta la storia dei rapporti tra Dio e l’umanità. Gesù entra in Gerusalemme per compiere l’ultimo passo, in cui riassume tutta la sua esistenza: si dona totalmente, non tiene nulla per sé, neppure la vita. Nell’Ultima Cena, con i suoi amici, condivide il pane e distribuisce il calice “per noi”. Il Figlio di Dio si offre a noi, consegna nelle nostre mani il suo Corpo e il suo Sangue per essere sempre con noi, per abitare in mezzo a noi. E nell’Orto degli Ulivi, come nel processo davanti a Pilato, non oppone resistenza, si dona; è il Servo sofferente preannunciato da Isaia che spoglia se stesso fino alla morte (cfr Is 53,12).

Gesù non vive questo amore che conduce al sacrificio in modo passivo o come un destino fatale; certo non nasconde il suo profondo turbamento umano di fronte alla morte violenta, ma si affida con piena fiducia al Padre. Gesù si è consegnato volontariamente alla morte per corrispondere all’amore di Dio Padre, in perfetta unione con la sua volontà, per dimostrare il suo amore per noi. Sulla croce Gesù «mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,20). Ciascuno di noi può dire: Mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Ciascuno può dire questo “per me”.

Che cosa significa tutto questo per noi? Significa che questa è anche la mia, la tua, la nostra strada. Vivere la Settimana Santa seguendo Gesù non solo con la commozione del cuore; vivere la Settimana Santa seguendo Gesù vuol dire imparare ad uscire da noi stessi - come dicevo domenica scorsa - per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto. C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore!

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INAUGURAZIONE DEL NUOVO ORGANO DELLA GROTTA DELLA MADONNA “AD RUPES”

Domenica 13 aprile, nella Solennità delle Palme un grandissimo numero di fedeli ha riempito la Grotta di Maria Santissima “ad Rupes” per partecipare alla santa Messa solenne celebrata dal Rettore del nostro Santuario, p. Pietro Burek. Tra i fedeli, presenti anche il Sindaco di Castel Sant’Elia Rodolfo Mazzolini e il Vice Sindaco Elvio Parmeggiani.

All’inizio della Celebrazione Eucaristica, prima della benedizione dei rami d’ulivo, si è tenuto un rito molto suggestivo: quello della benedizione del nuovo organo, acquistato grazie alla generosità di alcuni benefattori.

Nella celebrazione liturgica la musica sacra ha grande importanza e l'organo ha un ruolo di particolare rilievo in Chiesa perché, “accompagnando i canti e i momenti liturgici, può aggiungere splendore alla celebrazione, favorire la preghiera dei fedeli e innalzare la loro mente a Dio”. Come ha spiegato p. Pietro prima della benedizione,” l’idea di acquistare un nuovo organo è nata i primi di dicembre poiché ormai si era reso necessario sostituire il vecchio organo, che da tempo mostrava ormai segni di cedimento ed ora si trova nella chiesetta di San Michele Arcangelo…La grotta della Madonna è il cuore di questo Santuario: in essa si svolgono tante importanti celebrazioni, matrimoni. battesimi ed era fondamentale, in prossimità della Pasqua e del mese di maggio dedicato alla Madonna, poter lodare, pregare e cantare al Signore accompagnati dal suono di un buon organo”. Dopo la proclamazione della Parola di Dio p. Pietro ha fatto questa bellissima preghiera di benedizione dell’organo:

“Sii benedetto, Signore Dio nostro,
bellezza antica e sempre nuova,
che governi il mondo con la tua sapienza
e con la tua bontà lo rivesti di splendida luce;
a te cantano i cori degli angeli,
sempre pronti ad ogni tuo cenno;
a te inneggiano gli astri del cielo,
nel ritmo costante del cosmo;
te santo proclama l'assemblea dei redenti,
e con il cuore, la voce, la vita
celebra la gloria del tuo nome.

Anche noi, tuo popolo,
radunato in festa nella tua casa,
ci uniamo al canto universale,
magnificando con la Vergine Maria
i prodigi del tuo amore;

concedi la tua benedizione
a tutti gli interpreti e cantori della tua lode
e a questo strumento sonoro,
perché accompagnati dai suoi accordi armoniosi
possiamo associarci alla liturgia del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

Il Rettore ha quindi asperso l’organo con l’acqua benedetta e lo ha incensato, spiegando che il profumo dell’incenso che sale verso l’alto simboleggia la preghiera dei fedeli che sale a Dio.

Ed infine, con grande gioia e gratitudine, p. Pietro ha ringraziato la Fondazione Carivit di Viterbo ed i benefattori che hanno contribuito generosamente alla realizzazione dell’importante progetto. Ha poi preso la parola il seminarista William che ha rivolto una bellissima preghiera a Maria Santissima, Regina della musica e delle Arti. Ed infine p. Pietro ha affidato alla Madonna gli organisti e il loro servizio.

Il nuovo organo, opera della famosa ditta italiana “Viscount”, è stato inaugurato dai tre organisti del Santuario - Bruno Darida e i seminaristi Paolo e William - durante la solenne Celebrazione Eucaristica nella solennità della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, che è iniziata subito dopo la benedizione solenne.

Agli organisti del Santuario il nostro augurio: possano essi essere sempre “centrati” in Dio e provare la grande gioia e la soddisfazione di aver servito fedelmente il Signore attraverso l’animazione liturgico - musicale che aiuta i fedeli ad elevarsi verso Dio, aiutando in tal modo il Signore a costruire un mondo migliore, di amore, solidarietà e di pace.

Marina SPINOSA

Stile di vita e prevenzione: vale anche per noi!

La sera di mercoledì 9 aprile abbiamo avuto la gioia di organizzare nella nostra comunità un incontro con una illustre ospite: la dottoressa Maria Giovanna Graziani, dietologa, nutrizionista e specialista dell’apparato digerente. La Dottoressa - che lavora presso la struttura ospedaliera del San Camillo, del Forlanini e presso la clinica Pio XI a Roma - ci ha illustrato, con l’aiuto di alcune diapositive, i “misteri” del sano ed equilibrato modo di vivere e di alimentarsi Ci ha presentato diversi stili di vita, quelli positivi e quelli negativi, quelli cioè che ci aiutano a vivere in maniera equilibrata e a mantenerci sani e quelli invece che danneggiano la salute. Oltre a descrivere gli stili di vita, la dottoressa ci ha parlato anche dell’importanza della prevenzione.

Ci ha descritto anche, con molta professionalità e chiarezza, i benefici di alcuni nutrimenti e gli effetti nocivi di altri, ponendo l’accento sul necessario equilibrio che ci deve essere tra i vari alimenti che ingeriamo e insistendo sulla necessità di una continua, seria e consapevole educazione alimentare. Tutte le informazioni che la dottoressa ha condiviso con noi ci hanno fatto capire quanto sia importante un sano modo di nutrirsi per conservare così il nostro corpo in salute: la salute e l’equilibrio del nostro corpo influiscono infatti, a loro volta, sul nostro spirito, secondo la famosa affermazione: “Mens sana in corpore sano”, cioè “in un corpo sano, uno spirito sano”. Queste nozioni ci hanno fatto capire quanto sia importante questa dimensione, a volte trascurata, e come essa influisca anche sull’efficacia della nostra vita quotidiana e sul nostro ministero. Ed ancora, quanto sia stato importante l’incontro con la dottoressa Giovanna Graziani lo si è potuto dedurre dalle numerose domande che le sono state poste dai partecipanti a conclusione del suo intervento.

Ringraziando Maria Giovanna Graziani per la sua disponibilità, ci auguriamo che questo incontro, secondo di una serie iniziata l’anno scorso, non sia l’ultimo, ma che ne seguano altri con temi altrettanto attuali, interessanti e importanti.

Benedizione dell'organo per Grotta della Madonna

Pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo

Diario di bordo di un pellegrino

Venerdì 4 aprile. Ore 14.00 appuntamento nel piazzale antistante l’entrata in Santuario. Qualche giorno prima Padre Pietro ha telefonato dicendo che ci sarebbe da pagare un piccolo supplemento perché siamo pochi partecipanti. Oddio, mi sono detta:saremo 4 gatti?? Invece nel piazzale vedo più di una ventina di persone e mi rincuoro.

Si parte. Il tempo non è dei migliori. Quasi tutto il viaggio piove. Al freddo dell’esterno fa però da contraltare il calore interno al pullman non è solo quello del riscaldamento acceso: tra preghiere, canti, distribuzione di dolcetti e caramelle si respira un’ atmosfera di totale condivisione.

I fardelli del cuore non li ho potuti lasciare a casa ma ora mi sento già più serena…

Arriviamo a Monte Sant’Angelo quasi alle 21.00. Mi viene il dubbio che l’autista abbia sbagliato strada ed anziché andare a sud ci abbia portato a nord visto che c’è una nebbia da Val Padana. Il campanile del Santuario, con i suoi 40 metri di altezza e il colore bianco delle pietre, sembra un angelo che veglia silenzioso.

Il tempo di prendere le chiavi delle stanze, piccola rinfrescatina e subito a cena. Familiarizzo con i miei compagni di pellegrinaggio. Molti tra loro già si conoscono, ma sono tutti cordiali ed alla mano ed io non mi sento estranea.

Si va a letto presto perché domani mattina ci aspetta San Padre Pio!
Sabato 5 aprile mattina. Sveglia alle 6.30. Per le mie abitudini è l’alba. E’ strano però: nonostante la mia pressione bassa, l’alzataccia così mattutina non influisce né sul fisico né sull’ umore … ed io sono subito pimpante!!

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SOLENNITA’ DI SAN GIUSEPPE

Mercoledì 19 marzo, al termine della recita del santo Rosario, alle 17.00 nella Basilica di San Giuseppe si è tenuta una Messa solenne presieduta da p. Pietro Burek e concelebrata da p. Giuseppe, p. Giorgio, p. Stanislao, p. Teddy e don Giacinto.

L’animazione liturgica è stata affidata al gruppo musicale “Michael”, composto dai seminaristi del Santuario, i quali hanno proposto nuovi canti e nuovi arrangiamenti, rendendo ancor più solenne la Celebrazione Eucaristica.

Molto bella l’omelia di p. Stanislao, il quale ha sottolineato l’importanza di una frase tratta dal Vangelo del giorno: ”Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo”, perché proprio qui “possiamo dire che sia racchiusa la missione che Dio affida a Giuseppe: quella di essere custode di Maria e di Gesù”. Poi p. Stanislao ha sottolineato “come” san Giuseppe abbia esercitato la sua missione “con la custodia del silenzio, con la presenza, la fedeltà, l’amore, anche quando non comprende…..ma sempre con una costante attenzione verso Dio, aperto ai segni e con una grande disponibilità”. Poi, partendo sempre dall’esempio di San Giuseppe, ha proseguito dicendo: ”come san Giuseppe, avere Cristo al centro della nostra vita significa avere la forza per custodire gli altri e ciò che Dio ha affidato alle nostre mani. Il custodire riguarda tutti: custodire il creato, ogni creatura, l’ambiente, la gente, avere cura di tutti con amore e rispetto soprattutto verso gli anziani, le persone fragili, quelli che vivono ai margini nel nostro cuore e vivere le amicizie sempre con sincerità e rispetto. Tutto ci è stato affidato e abbiamo la responsabilità di custodire…….e di custodire anche il nostro cuore e vigilare sui nostri sentimenti”. Ed infine p. Stanislao ha fatto un’ultima riflessione sulla figura di san Giuseppe, definendolo “uomo forte, coraggioso, lavoratore ma anche tenero. La tenerezza esprime fortezza d’animo, compassione, apertura all’altro, amore. Non dobbiamo aver paura di fare del bene, non dobbiamo aver paura della tenerezza”, come dice anche Papa Francesco.

Al termine della sua omelia p. Stanislao ha invocato a S. Giuseppe perchè insegni a ciascuno a custodire con amore e per amore tutto ciò che Dio gli ha dato e poter crescere, per sua intercessione, in sapienza e in grazia.

Prima della benedizione finale e della preghiera a san Giuseppe e a san Michele Arcangelo, p. Pietro ha preso la parola per fare gli auguri a tutti i papà e per rivolgere un affettuoso augurio di Buon Onomastico a p. Giuseppe, esprimendogli tutta la gratitudine sua, della comunità dei micaeliti e dei fedeli che frequentano il Santuario per l’esempio che dà a tutti “ incarnando le virtù e lo stile di vita di San Giuseppe”.

Da questo Santuario grazie ancora una volta al gruppo “Michael” per il servizio, per l’impegno, il loro lavoro e la loro partecipazione e tanti auguri a tutti i Giuseppe e a tutti i papà, nel giorno della loro Festa!

Marina SPINOSA

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